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La speranza ti aiuta a restare in piedi. Poi diventa qualcosa che ti impedisce blocca

  • Writer: Nicola Arnese
    Nicola Arnese
  • 3 days ago
  • 1 min read

Ho aspettato a lungo che una persona diventasse quello che speravo.


Ci siamo tutti passati.


Ci credevo. Vedevo i momenti buoni, mi dicevo che bastava pazienza. Aspettavo una persona che, ho capito dopo, non esisteva. Esisteva quella che immaginavo io.


Per un po' funziona così. La speranza ti tiene in piedi. Ti dà una ragione per restare.

Il problema arriva dopo.


Arriva quando ti accorgi che stai costruendo tutto su una persona che non c'è. C'è quella che immagini. Quella che potrebbe essere. Ma quella reale, davanti a te, è un'altra.


E continui ad aspettare lo stesso.


Perché aspettare costa meno che ammettere una cosa scomoda. Che forse non cambierà. Che forse il problema non è il tempo. Che forse tocca a te muoverti.


La speranza è strana. Per un tratto ti protegge. Poi inizia a trattenerti senza che te ne accorga.


Poi capisci. Ti fai coraggio. Ci provi. Torni sui tuoi passi. Poi arriva il giorno in cui smettiamo di aspettare. Non credo sia rassegnazione. Piuttosto è il giorno in cui riprendiamo in mano una decisione che avevamo affidato a qualcun altro.


Sperare che cambi l'altro è facile. Decidere cosa fare, quello pesa. Non è semplice. Lo so. Ma tocca a te decidere se smettere di aspettare o iniziare a scegliere.


 
 

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Nicola Arnese | L2 ICF Certified Coach  |  n.arnese@gmail.com

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